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Sunday, October 9, 2011

LTE e NGN


In un post del 9 Settembre avevo trattato l’argomento delle rete mobili di nuova generazione. In quei giorni in Italia era in corso la gara per l’assegnazione delle licenze LTE, ed avevo espresso preoccupazione che l’ingente costo che gli operatori avrebbero dovuto sostenere avrebbe sottratto risorse allo sviluppo delle infrastruttura stessa ed in particolare alla sicurezza.

La gara si è infine conclusa alla fine del mese di Settembre ed i costi sostenuti dagli operatori sono stati complessivamente pari all’eccezionale cifra di circa 4 Miliardi di Euro.



La buona notizia è che il governo sembra voler destinare una parte degli introiti eccedenti la quota prevista nel bilancio statale allo sviluppo delle infrastrutture di telecomunicazioni nel nostro Paese.

Considerato che 2.4 Miliardi di Euro saranno quindi certamente destinati a contribuire alla copertura del deficit nazionale come previsto dal piano economico, nell’ipotesi che almeno la metà della quota restante sia destinata ad azioni di sostegno e sviluppo delle infrastrutture, possiamo pensare che il Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani avrà a sua disposizione una cifra pari a circa 780 Milioni di Euro.  

Sono molti o pochi per garantire la necessaria azione di sviluppo ?

Secondo le stime fatte dagli esperti lo sviluppo della rete fissa di nuova generazione a larga banda, la ben famigerata NGN (Next Generation Network), richiederebbe degli investimenti pari a 15-20 mld di euro e quindi le risorse per lo sviluppo a disposizione dello Stato sarebbero pari a circa il 5%. Troppo poco sfortunatamente per dare il via ad un progetto pubblico per la realizzazione delle infrastrutture a larga banda nel Paese, anche se è quello di cui avremmo bisogno per aiutare le imprese italiane a recuperare la produttività persa nel corso degli ultimi 10 anni in considerazione che la nostra under-performance è stata determinata anche dal fatto che abbiamo questo gap nei confronti ad altri paesi.

Che fare quindi ?

La posizione degli operatori a riguardo della rete NGN è in estrema sintesi la seguente: non sono disponibili a fare investimenti nelle aree a fallimento di mercato, ovvero dove non esistono le condizioni per un ritorno dell’investimento nel breve-medio termine, e non sono neppure favorevoli ad una società pubblico privata che si occupi di colmare il digital divide investendo nelle suddette aree.

Sarà interessante vedere cosa succederà a questo punto delle risorse economiche che eventualmente saranno resi disponibili al Ministero dello Sviluppo Economico. Speriamo che comunque vada i suddetti 780 Milioni siano indirizzati a opere di sviluppo delle nostre infrastrutture come volano per consentire il rilancio delle nostre imprese nazionali, e che in secondo luogo il nostro Paese sia in grado di assicurare l’implementazione di un piano per la protezione di questa ed altre infrastrutture critiche da parte delle aziende pubbliche/private che hanno in carico la gestione di tali infrastrutture