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| Mobile Device Management (MDM) |
Un commento personale in merito all’articolo pubblicato on line qualche
giorno fa da “Il Sole 24 Ore” riguardante la diffusione degli smartphone in
azienda. L’articolo riporta i risultati
di un’analisi condotta da Ipass (azienda specializzata in servizi di mobilità) che
evidenziano in modo analitico il sorpasso dell’iphone sul blackberry tra
l’utenza di tipo business, e anche la significativa crescita dei modelli
Android nell’ambito aziendale.
Questi dati sono lo specchio nudo e crudo dell’impatto dell’IT
Consumerization, di tipo diretto e indiretto.
Con questa personale distinzione
faccio riferimento in primo luogo ai terminali di tipo Iphone/Android
acquistati per uso personale e poi portati in ambito aziendale per un impiego
anche nelle attività lavorative. In secondo luogo mi riferisco alla pressione
emotiva sviluppatasi all’interno delle aziende, tale per cui l’adozione di un
terminale in assoluto meno business oriented risulta comunque di maggior valore
anche solo per l’apprezzamento che i dipendenti possono dimostrare a tal
riguardo.
Comunque in generale dal punto di vista dell’IT manager questi cambiamenti
presentano rischi ed opportunità.
Le opportunità derivano innanzittutto dalla possibilità che tali ambienti
offrono di sviluppare nuove applicazioni (o migrare le applicazioni esistenti) che
permettono di utilizzare la leva della mobilità come ulteriore mezzo per un
aumento della produttività aziendale. Mobile va a braccetto con collaboration e
social network, e l’adozione integrata di questi modelli può consentire ad
un’azienda di raggiungere nuovi livelli di efficienza.
Analogamente un’azienda può decidere di muoversi lungo questa direzione
alla ricerca di nuove fonti di ricavi. L’introduzione di modelli di business
innovativi, che modificano ad esempio il tradizionale rapporto esistente con i
partner e i clienti grazie all’impiego di applicazioni di collaboration e
social in mobilità, è molto spesso alla base dello sviluppo di nuovi servizi o
comunque di ricavi incrementali anche nei servizi già erogati.
C’è però l’altra faccia della medaglia, come anticipato in precedenza. Come
spesso succede accanto a delle opportunità si presentano dei rischi, ma la cosa
importante è averne una chiara comprensione, e la capacità di elaborare una
strategia per la gestione consapevole degli stessi.
Nel contesto appena illustrato, limitandoci al solo aspetto della mobilità,
e trascurando per ora le minacce relative ai modelli/tecnologie in ambito
social e collaboration, i rischi principali sono quelli richiamati da
ENISA (the European Network and
Information Security Agency) e che io già illustravo in un precedente post:
·
data leakage, ovvero il furto dei dati presenti sul
dispositivo
·
spyware, l’introduzione di codice malevole tramite il
download di applicazioni considerate legittime dall’utente
·
Unintentional data disclosure, trasmissione di dati personali da parte di
applicazioni installate
·
Improper decommissioning: rimozione inefficace dei dati personali
a seugito di riassegnazione del dispositivo ad altro utente
Ci sono molti
player che stanno posizionando sul mercato soluzioni di Mobile Device Management
(MDM), e allora la domanda d’obbligo è se sia l’adozione di questo tipo di soluzioni
a garantire ad un’azienda la gestione efficace ed efficiente dei rischi
precedentemente elencati
La risposta è
che di norma non è affatto questa la soluzione.
L’implementazione
di un modello di governance in questo ambito dovrebbe essere supportata da
soluzioni tecnologiche che consentano all’IT Manager una gestione a 360 gradi
dei problemi connessi con la gestione e la sicurezza dei dispositivi. I cosiddetti
pure player MDM sono molto bravi a garantire una gestione ottimale dei
dispositivi mobili all’interno dei processi aziendali, ma non offrono le
funzionalità di sicurezza base (es. antimalware, encryption) ed evolute (es. Data
Loss Prevention, PKI, etc.), per gestire in un contesto multipiattaforma tutte le
problematiche connesse con la necessità di proteggere le informazioni sensibili
per l’azienda.
Il partner
tecnologico ideale è quindi quello chè in grado di fornire all’azienda una
soluzione che consente di implementare processi integrati degli aspetti di
gestione e sicurezza, del tutto indipendenti dal tipo di terminale impiegato.
Gli aspetti chiave risultano quindi essere quelli del controllo delle
applicazioni, della configurazione degli asset, della protezione delle
informazioni
Il link
all’articolo completo a cui faccio riferimento è il seguente
