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Saturday, October 15, 2011

Il Blackberry...è ancora il migliore smartphone per il business ?

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Dal lontano 2004 il blackberry é in assoluto il mio compagno di lavoro preferito. 

In tutti questi anni nel gioco della torre con le altre mie consuete dotazioni di lavoro (il portatile, il desktop e lo smartphone), l'indiscutibile vincitore sarebbe sempre stato indiscutibilmente il blackberry


A chi mi chiedeva i motivi di questa preferenza rispondevo che era l'affidabilità del servizio a renderlo unico per le esigenze di business. Affidabilità a tutto tondo. Dalla robustezza ed usabilità dei terminali, alla disponibilità del servizio mail e navigazione. Per non dimenticare la velocità di accesso alla rete. Arrivato in qualunque paese del mondo, prima ancora di essere sceso dalla scaletta dell'aereo il terminale si é agganciato al segnale GPRS o 3G e le nuove mail sono già disponibili per la lettura! 

Non potevo quindi essere meno che dispiaciutissimo per i disservizi occorsi nella settimana appena trascorsa. La mera cronaca riferisce di tre giorni (tre!) di disservizio pressoché totale in quasi tutti i paesi dei vari continenti !!! 

Per inciso, sono quasi certo che le informazioni circolate in relazione a questo evento forniranno materiale per la realizzazione di un numero incredibile di case study nell'ambito di corsi di formazione manageriali. A partire dai tardivi e lacunosi messaggi alla clientela sul disservizio in corso, rilasciati tramite i canali web e twitter dell'azienda, che offriranno nuovi spunti per ribadire l'enorme valore che assume una comunicazione tempestiva ed efficace durante la gestione di una crisi. 


Ufficialmente RIM, la società che ha ideato e gestisce il servizio Blackberry, ha attribuito la catastrofe (la si può forse chiamare differentemente?) al guasto di uno switch dell’infrastruttura di rete e al mancato funzionamento della procedura di fail-over che avrebbe dovuto attivare una via alternativa di instradamento. E’ un evento che può davvero capitare ? certamente si, in presenza di un errore nella fase di progettazione e deployment dell’infrastruttura o durante le attività di gestione della stessa. Sarebbe infatti buona regola effettuare periodicamente delle verifiche sul corretto funzionamento delle ridondanze e delle configurazioni di disaster recovery, e questo principio è naturalmente di fondamentale importanza sia nella gestione di infrastrutture di rete che nell’ambito dei Data Center. 

E’ ovvio quindi che la messa a punto e soprattutto il mantenimento di una soluzione di disaster recovery può rappresentare un investimento significativo e sono purtroppo molto consapevole del fatto che le riduzioni di budget a cui sono andate incontro quasi tutte le società hanno inciso (e in modo significativo) anche su questo capitolo di spesa. 

E’ quindi questa la causa fondamentale del problema occorso al servizio blackberry la scorsa settimana ? E’ probabile, ma certamente non avremo mai modo di saperlo per certo perchè la circolazione di un’informazione di questo tipo porterebbe ulteriori impatti negativi all’azienda. Invece mi interessa fare un altro tipo di considerazione riguardo all’esistenza di processi per la valutazione del rischio d’azienda (Enterprise Risk Management) correlati anche ad una valutazione del rischio tecnologico. 

Tutte le aziende che hanno un business fortemente caratterizzato dall’impiego di tecnologie ICT dovrebbero implementare un tale modello di valutazione del rischio, senza trascurare naturalmente nella valutazione delle potenziali minacce anche quelle legate alla cybersecurity. Pur nel contesto attuale caratterizzato da una contrazione significativa degli investimenti, quale top manager infatti non renderebbe disponibile le risorse economiche adeguate a prevenire situazioni che potenzialmente avrebbero un impatto economico, diretto e/o indiretto, molto elevato ? 

Nel caso di RIM ritengo di poter affermare che la valutazione del suddetto rischio non è stata per lo meno resa adeguatamente disponibile nell'ambito dei processi decisionali atti ad orientare ed approvare gli investimenti dell'azienda. Non oso immaginare quali saranno complessivamente i danni economici che l’azienda subirà a causa di questo disastro, in considerazione soprattutto del gravissimo danno di immagine in un periodo in cui peraltro il competitor Apple beneficia positivamente dell’esposizione mediatica conseguente alla morte di Steve Jobs (vedasi il boom di richieste per il nuovo Iphone 4S) 

A mio parere è il ruolo del middle management in generale ad essere chiave e soprattutto in questo momento storico. Sono loro che devono imparare a comunicare agli executive le situazioni di rischio per il business aziendale. Ma per farlo, mai come prima di oggi il middle management deve svilupparsi ed adottare un linguaggio adatto ad una comunicazione bottom-up ed affine al business, e superare la paura purtroppo presente in molti di loro, che rappresentare tali scenari di rischio ai livelli aziendali più alti o ai colleghi di altre direzioni aziendali possa riflettersi in modo negativo sulle loro ambizioni di carriera, che viceversa potrebbero trovare maggiori possibilità a fronte di atteggiamenti più accondiscendenti. 

Ci vogliono quindi comportamenti più responsabili da parte di tutti, a partire dal top management che deve promuovere comportamenti di assoluta trasparenza e poi da parte delle persone che operando a livello organizzativo più basso hanno spesso la possibilità di conoscere per primi la potenziale situazione di rischio derivante da un mancato investimento o da una riduzione del budget. 

Ritengo che quanto accaduto a RIM sia solo l’antipasto, anche se non mi sono affatto dimenticato tutti gli altri eventi legati ad una gestione inadeguata delle misure di protezione delle informazioni critiche per l’azienda, che hanno pure caratterizzato gli ultimi 12 mesi (RSA, Sony, Lockheed Martin, International Monetary Fund, Northrop Grumman e Diginotar, per citare alcuni dei nomi che dovrebbero richiamare alla memoria eventi critici di particolare rilevanza). 

Purtroppo è assai probabile che assisteremo ancora al verificarsi di altri eventi similari a meno che, come già detto, le imprese non promuoveranno comportamenti di maggiore trasparenza e chiariranno inoltre che a tutti i livelli vige la responsabilità individuale di evidenziare situazioni critiche per l’azienda.